Filosofia

Il male per ignoranza in Socrate

Socrate è stato uno dei maggiori esponenti della tradizione filosofica occidentale, nato e morto ad Atene nel V secolo a.C. Attraverso gli scritti del suo più importante discepolo, Platone, possiamo comprendere la sua analisi riguardo l’agire umano. Secondo Socrate l’uomo saggio era colui che disponeva la propria anima verso la virtù della conoscenza, in un ideale stato di tensione verso la verità e il bene. Colui che conosceva se stesso e il proprio bene non poteva che agire di conseguenza, evitando di commettere il male in un modo che potremmo addirittura definire meccanico; il saggio, colui che riusciva nell’impresa di conoscere il bene dell’uomo non poteva più tornare indietro. Al contrario dunque, chi non conosceva il bene agiva di conseguenza, commettendo il male verso se stesso e la Polis. Questa dottrina nel corso della storia è stata spesso messa all’angolo, se non addirittura considerata uno dei più gravi errori dell’analisi filosofico-antropologica di Socrate. Questa interpretazione potrebbe essere giustificata nel momento in cui ammettiamo che gli uomini spesso, pur conoscendo il bene, commettano volontariamente il male, ergo Socrate avrebbe fatto l’errore di definire l’agire umano come qualcosa di meccanico e conseguente allo stato di conoscenza del bene da parte dell’individuo. Effettivamente non potremmo mai affermare che nell’uomo non esistano la volontà, la capacità di valutare diverse opzioni e la possibilità di scegliere tra un’azione e un’altra. Tuttavia resterebbe un azzardo più che superficiale accantonare la dottrina del male socratico senza prima essersi posti il dubbio su cosa sia effettivamente il bene e come lo si possa conoscere, nel vero senso della parola. Ci troviamo così di fronte ad un bivio non da poco: il bene è un modus agendi utile alla più semplice possibile riuscita di un’azione programmata o è la nostra intima relazione con ciò che è davvero in grado di renderci felici? Da filosofi faremmo meglio a concentrarci sulla seconda strada, poiché dovremo partire da “cosa” ci rende felici per arrivare a dedurre il tipo di scelte che dovremo fare nella vita.

 

socrate

Busto di Socrate, Musèe du Louvre.

Supponiamo che da qualche parte nel cosmo ci possa essere un qualcosa veramente in grado di far sentire in pace l’uomo, tanto da non fargli avvertire la fatica, la tristezza, la rabbia, la fame, la sete, il freddo, il caldo, il dolore, la paura e tutti quegli stati d’animo, quelle mancanze e quelle perversioni che portano l’uomo a commettere il male; senza dubbio volendo fare un discorso per analogie diremmo che se abbiamo bisogno di riposo, di conseguenza abbiamo bisogno del nostro letto, e per quanto ci possiamo sentire sollevati al solo pensare che a fine giornata ci sarà un caldo e comodo letto ad aspettarci, questo stato d’animo di pace “media” non avrà niente a che vedere con la sensazione diretta e concreta che proveremo quando saremo fisicamente sotto le coperte. Possiamo tirare un sospiro di sollievo nell’attesa che la giornata si concluda, sapendo che il riposo è imminente, tuttavia gli impegni diurni, la fretta e tutte quelle magagne che affliggono le nostre giornate possono stancarci ancora di più, portandoci all’esaurimento nervoso. Non solo, a poche ore dal tanto agognato ritorno a casa potrebbero presentarsi inviti da parte di amici, parenti, colleghi e fidanzate dall’aspetto piacevole, ma che ritarderanno di ulteriori due-tre ore il momento del sonnellino. Questa semplice e banale metafora ci porta ad una conclusione che di banale ha ben poco: in fin dei conti l’unico momento in cui davvero non potremo più non-dedicarci al riposare è il momento in cui staremo fisicamente riposando. Ovvero durante il sonno. L’aspettativa e l’dea del riposo che ci siamo portati appresso per l’intera giornata sono state fondamentali nel ricordarci il nostro bisogno primario e allo stesso tempo non ci hanno fatto arrendere di fronte alla fatica del lavoro e dello studio, ma non ci hanno “vietato”, meccanicamente, di non considerare la nostra stanchezza. Al contrario colui che è in un sonno profondo non può far altro che riposare; egli non sta scegliendo di riposare piuttosto che faticare poiché è in uno stato completamente nuovo e diverso, egli non può più faticare.
vittore_carpaccio_031

Anche Agostino d’Ippona coltivò l’idea del male come assenza di bene. Qui, il Santo è raffigurato nel dipinto di Vittore Carpaccio.

Similmente, riallacciandoci al discorso principale, ci è consentito fare passi indietro, allontanarci dal nostro bene ultimo tramite le nostre scelte soltanto finché tra noi ed esso non ci sia un vincolo indistruttibile, un nodo impossibile da sciogliere. L’uomo può conoscere vagamente l’idea del bene e agire scegliendo se assecondare o meno il suo bisogno di pace, ma essa rimane un’idea, un miraggio, e ciò è il motivo per cui anche coloro che hanno fatto cento passi avanti ne possano fare uno indietro. Soltanto colui che conosce, direttamente, il proprio bene non può più tornare indietro, poiché una volta che vi entrerà a contatto diretto, sarà per lui impossibile togliergli gli occhi di dosso. Questa epistemologia che vede la massima forma di conoscenza nel contatto sensibile tra conoscente e conosciuto si chiama Empirismo e si basa sull’impossibilità di conoscere con certezza qualcosa al di fuori di una diretta esperienza. Alla luce di una visione del tutto nuova del verbo “conoscere” possiamo dunque affermare che, nel caso in cui il principio e la causa delle buone azioni sia la ricerca di uno stato di pace e felicità, non possiamo dire di non poter più commettere il male, tanto meno di conoscere realmente il bene fintantoché non abbiamo concretamente conseguito e fatto esperienza sensibile di ciò che cerchiamo sin dal giorno in cui è comparsa la nostra specie sul pianeta Terra.
Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...