Filosofia, Teologia

Muoversi da credenti nell’ambiente filosofico moderno

La domanda che più spesso mi viene posta da chi non frequenta l’ambiente filosofico come disciplina a sé stante (come studio Universitario, nella fattispecie) è la seguente: “Cristiano e filosofo: bizzarro. Ma come fai?”. E la domanda è, in tempi moderni, quanto mai azzeccata. In effetti, entrando in Città Universitaria, come nella sede di Villa Mirafiori (a Roma), ci si sente quasi padri della Chiesa, o martiri, confrontandosi con le vedute della maggior parte dei “filosofi” (o meglio, studiosi di filosofia). Questo impatto e questa tacita guerra quotidiana mi ha rinforzato non solo da un punto di vista “scientifico”, di ricerca personale e di serietà negli studi, ma anche da un punto di vista (questo fatto già più consequenziale) di fede. Il mio essere credente, in breve, è visto come qualcosa di contraddittorio, e poco conciliante, con la professione che (mi auguro) svolgerò fino al termine della mia vita, quella del filosofo.

Sant’Agostino (354-430), era un convinto sostenitore dell’accordo tra fede e ragione, tra filosofia e religione.

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Letteratura, Teologia

Omero e la Bibbia

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Konstantin Flavitsky, Children of Jacob sell his brother Joseph, 1855.

 

E’ tanto difficile ricostruire le tappe che portano Chateaubriand a dare il primato del sublime al Cristianesimo, per la letteratura di ogni epoca, che abbiamo scelto appositamente un passo dal suo “Genio“, pag. 627 e sgg. dell’ed. Bompiani (nella collana “Il pensiero occidentale”). Nella seconda parte della sua monumentale opera, Chateaubriand sottolinea l’importanza poetica, oltre che contenutistica, cui seguono la maggior parte delle opere derivanti dal Cristianesimo. In primis, quelle poetiche, da Dante a Milton, passando per il Tasso e Racine, del cui genio il filosofo francese riempie le pagine. Continua a leggere
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Filosofia, Teologia

Sulla “Conoscenza certa” di Dio in Tommaso

Un breve commento sulla nozione di “certezza” nella conoscenza che Dio ha delle cose. Estratto dal Compendio di Teologia e altri scritti, nell’edizione UTET su San Tommaso, questi due passi (capitoli 272 e 273) sono interessanti per il loro carattere epistemologico. Il dibattito è tutt’oggi aperto sulla questione: è pensabile il libero arbitrio con la prescienza divina? Continua a leggere

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Filosofia, Teologia

Essere davvero in Dio: Meister Eckhart

Se ora uno mi chiedesse cosa dunque è un uomo povero che niente vuole, risponderei così: finché l’uomo ha questo in sé, che è suo volere voler compiere la dolcissima volontà di Dio, un tale uomo non ha la povertà di cui vogliamo parlare; infatti egli ha ancora un volere, con cui vuol soddisfare la volontà di Dio, e questa non è la vera povertà. Se l’uomo deve avere vera povertà, deve essere così vuoto della propria volontà creata come lo era quando non esisteva. Perciò io vi dico nella verità eterna: finché avete la volontà di compiere il volere di Dio, e avete il desiderio dell’eternità e di Dio, voi non siete davvero poveri. Infatti è un vero povero soltanto colui che niente vuole e niente desidera. Quando ero nella mia causa prima, non avevo alcun Dio, e là ero causa di me stesso. Nulla volevo, nulla desideravo, perché ero un puro essere, che conosceva se stesso nella gioia della verità. Continua a leggere

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