Filosofia, Teologia

Sulla “Conoscenza certa” di Dio in Tommaso

Un breve commento sulla nozione di “certezza” nella conoscenza che Dio ha delle cose. Estratto dal Compendio di Teologia e altri scritti, nell’edizione UTET su San Tommaso, questi due passi (capitoli 272 e 273) sono interessanti per il loro carattere epistemologico. Il dibattito è tutt’oggi aperto sulla questione: è pensabile il libero arbitrio con la prescienza divina?

 

 

Infatti, dal maestro aquinate, possiamo apprendere come la  prescienza divina sia svincolata dalla sua volontà a conoscere.Ora, è questo un dibattito che rimane aperto, se Dio, in quanto onnisciente, già abbia conosciuto i futuri contingenti prima che questi si attuino realmente. Se li ha visti, cioè, prima che la nostra libertà intervenga affinché ciò che deve ancora accadere sia frutto della nostra libertà, o meno. Io credo, infine, che il fatto che Dio veda che Cesare sta passando il Rubicone prima che realmente lo passi, non intacca la libertà di Cesare di passarlo o non passarlo. Le categorie che guidano le azioni di causa ed effetto, di accidente, delle sostanze seconde, come sonquelle della specie uomo, hanno infatti un carattere altro dalle categorie che contraddistinguono l’agire divino. Dio non ha spazio, né tempo. Al massimo, pone spazio e tempo nel mondo che viviamo. Ma le nostre categorie di spazio e tempo non sono percepite alla stessa maniera da quelle di un pesce. Allo stesso modo, per Dio il tempo e lo spazio sono come due elementi altri, avendoli lui stesso creati.

 

 

Conoscenza certa”. Questo mi sembra non lasci dubbi a  proposito del carattere volitivo / non volitivo della prescienza divina. Specifica con astuzia San Tommaso, poi, che l’annuncio di realtà future può essere predetto, in potenza (è possibile),
anche dall’uomo, sostanza seconda. Ma è della sola sostanza  prima, ovvero Dio, la conoscenza certa, necessaria, indubitabile,di talune circostanze future. Il marinaio annuncia una possibile tempesta, il medico un’epidemia. Dio non ha bisogno nemmendella probabilità, del calcolo statistico, della congettura (della stessa categoria causale) per stabilire con certezza se le due realtà di cui sopra avvengano o meno.

 

di Gianluca Palamidessi

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