Letteratura, Poesia

Il tremore della notte

Il IV degli Inni alla notte di Novalis è un richiamo dell’uomo che fugge il tempo. E’ il richiamo della notte che non sfugge all’uomo, il quale ne è attratto e respinto allo stesso tempo.

Adesso so quando verrà l’ultimo mattino – quando la luce non fugherà più la notte e l’amore – quando il sonno sarà in eterno e un solo inesauribile sogno. Sento in me stanchezza celeste. 1

Cosa possiede la notte a nostro svantaggio? Il tempo. La notte – che in questo canto sembra richiamare l’idea di morte, tanto quanto il mattino l’idea di vita – va accolta. Chi prova a respingere affannosamente le tenebre, vi viene inghiottito. Novalis è romantico in ogni elemento del suo essere, ma prima di tutto non teme la morte (non teme la notte). Ecco che dal timore nasce il tremore. La notte è compagna del poeta ma il poeta, accogliendola, può realmente liberarla, guardarla negli occhi e con ardore affermare:

Un giorno il tuo orologio segnerà la fine del tempo, quando diventerai una come noi, e piena di nostalgia e di fervore sarai spenta e morta. 2

der_winter

Hiroyuki Masuyama, Caspar David Friedrich, Der Winter, 1807-08 (2009)

Il poeta si rende conto, improvvisamente, di poter cantare una Storia più profonda del tempo notturno. Quante notti hanno inquietato Novalis, da quante ne ha tratto ispirazione vitale. Eppure, ora, è la poesia a plasmare la notte, è l’uomo a dominare il suo destino, è il Credo a sconfiggere la Paura. Verrà un giorno in cui la notte verrà divorata dal Tempo, e le sarà tolta. E il Tempo trionferà. In quell’istante, canta Novalis, la notte diventerà una come noi. La nostra dignità e il suo orgoglio saranno appaiati. Saremo nel tempo senza timore; tuttalpiù con tremore.

Passo dall’altra parte / ed ogni pena / diventa un pungolo / di voluttà. / Ancora un poco / e sarò libero, / giacerò ebbro / in grembo all’amore. / Vita infinita / fluttua in me potente, / dall’alto guardo / laggiù verso di te. / Su quel tumulo / il tuo fulgore si spegne – / un’ombra reca / la fresca corona. / Oh suggimi, amato, / con forza in te, / chè assopirmi possa / ed amare. / Sento della morte / il flutto giovanile, / in balsamo ed etere / trasmuta il mio sangue. / Vivo di giorno / con fede e fervore, / di notte muoio / nel sacro ardore. 3

di Gianluca Palamidessi

BIBLIOGRAFIA:

Novalis, Inni alla notte, trad. e cura di Susanna Mati (Universale Economica Feltrinelli, 2012).

NOTE:

1 Op. cit., p. 69

2 Op. cit., p. 71

3 Op. cit., pp. 71-73

 

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