Senza categoria

La distinzione tra apparenza e parvenza

Heidegger dedica pagine corpose, e fondamentali, all’introduzione dell’opera che prima di ogni altra lo ha presentato al mondo filosofico come una nuova, e geniale, voce: Sein und Zeit. All’interno del paragrafo 7, sezione A, di Essere e Tempo, Heidegger preme con urgenza su una questione preliminare, in seno all’entrata in vera e propria medias res dell’opera – qualora, peraltro, questa non inizi, in realtà, già col primissimo paragrafo dell’opera.

L’indagine di Heidegger sempre parte dal greco.

Φαινόμενον. Da qui parte tutta l’indagine heideggeriana intorno alla cosa “nella misura in cui questa cosa si mostra (a noi)”. E’ evidente che Heidegger, dovendo analizzare il termine, come termine di metodo filosofico, del suo maestro Husserl, ovvero Fenomenologia, parte in questa sua analisi dal fenomeno, per poi virare con più insistenza verso il λόγος, indagine la quale pure vedremo, in misura ridotta, sempre all’interno di questo spazio virtuale. E’ ora il tempo di seguire, per quanto ci è possibile, i passi che Heidegger pone in rilievo nella “scansione filosofica”, potremmo dire, del fenomeno. Sempre Heidegger indaga i termini, le etimologie senz’altro, a partire dalla loro provenienza nella lingua greca, per almeno due ragioni sistematiche; la prima è etimologica, diremmo filologica, nel senso che come avviene nella lingua tedesca, il greco antico possiede una ricchezza semantica che nessun’altra lingua, tranne appunto il tedesco, è in grado di eguagliare. Il pensiero filosofico nasce e si sviluppa in Grecia, ed è da qui che, sempre secondo Heidegger, sia la ricezione del pensiero in forma pura (cosa a dire il vero mai del tutto avvenuta) sia la ricezione del pensiero in forma mediata (specie tramite il cristianesimo) hanno consegnato alla storia della filosofia una continuità (pur macchiata, in parte) di sviluppo linguistico, e filosofico di conseguenza.

D’altronde, tutto l’impianto di Essere e Tempo si caratterizza in ciò: esso vuole distruggere l’antico linguaggio metafisico occidentale, frutto secondo Heidegger di una mala interpretazione della filosofia greca, specie nel problema dell’ente, dovuta in parte, in più di una parte a dire il vero, ad una mala traduzione dal greco nella forma del linguaggio filosofico occidentale come traduzione in latino. Il latino, pur nella sua ricchezza semantica, non riesce, secondo Heidegger, a trasmettere quella stessa ricchezza ineguagliabile del greco di cui sopra.

Perché l’analisi del fenomeno è così importante? E perché è cosi importante, in una siffatta analisi, partire dalla sua etimologia? Il problema si ricollega non solo alla storia della filosofia (Kant è in parte giustificato, in parte accusato da Heidegger di aver frapposto Fainomen ad Eirschenung), ma ancor più vastamente alla storia della scienza, e delle scienze, in quanto l’analisi di ciò che si mostra (il fenomeno) è essenziale a capire i limiti entro cui ogni scienza può e deve comprendere la propria essenza.

Innanzitutto, fenomeno è ciò che si manifesta in sé stesso (Sein und Zeit, p. 43), dunque il manifesto. Fenomeno, dal gr., trova la sua radice comune col termine φῶς, luce; ciò che è luminoso, in questo senso, che è, come si dice anche nel linguaggio ordinario, in italiano, alla luce del sole. E’ qualcosa che già sempre ci appare come chiara. In un significato diverso, invece, si colloca l’etimo tedesco Erscheinung, diverso da Schein, che come vedremo si colloca in traduzione italiana col vocabolo parvenza. L’apparenza (Erscheinung), la manifestazione, è anche, può essere anche, un non-manifesto.

Scrive Heidegger: l’apparire è un non-manifestarsi. Ma questo non è radicalmente diverso da quello (proprio, di proprietà) del Schein, nel senso che invece, quando parliamo di parvenza, l’ente che non-è, anzi è non, si manifesta proprio in quel non, come suo proprio non, che dunque gli appartiene. Scrive Heidegger: si dà anche la possibilità che l’ente si manifesti come ciò che esso in se stesso non è. […] Noi distinguiamo fenomeno da parvenza, considerando la seconda come modificazione privativa del primo. L’apparire, l’apparenza, al contrario, non gode di quel non privativo, proprio (così-essente) della parvenza; l’apparenza è piuttosto qualcosa che annuncia il fenomeno, ma non lo mostra. Qualcosa appare nel senso che qualcosa si annuncia, cioè non si manifesta (Sein und Zeit, p. 44). Prosegue Heidegger: Dunque, i fenomeni non sono mai apparenze, anche se ogni apparenza rinvia al fenomeno. Ci sarebbe l’ulteriore complicazione della semplice apparenza, ma in questo luogo, di indagine del fenomeno, è bene rimanere sulla distinzione tra apparenza e parvenza. Un ultimo esempio di Heidegger (p. 45) ci aiuta a chiarire, o così crediamo, la netta distinzione tra i due modi di incontrare lo (o rinviare al) fenomeno: In una particolare illuminazione un individuo può parere tale da avere le guance rosse: questo rossore automanifestantesi può essere preso per l’annuncio della presenza di febbre, la quale, a sua volta, indicherebbe, di nuovo, un’indisposizione dell’organismo. Dunque, e concludiamo: le guance rosse che appaiono così per una particolare illuminazione, starebbero per la parvenza. Il rossore che si automanifesta può esser preso per l’annuncio della presenza di febbre (è un rinvio a, dunque apparenza). Infine, la febbre stessa indicherebbe un’indisposizione dell’organismo, semplice-apparenza. Tutti questi modi di indicare il fenomeno, di scorgerlo di lontano, non hanno niente a che vedere col fenomeno nudo e crudo dell’idea heideggeriana, di matrice e scuola fenomenologica.

di Gianluca Palamidessi

BIBLIOGRAFIA

Martin Heidegger, Essere e Tempo, nuova ed. a cura di Franco Volpi, sulla versione di Pietro Chiodi, Longanesi, 2015, Milano.

Standard

2 risposte a "La distinzione tra apparenza e parvenza"

  1. Pingback: Noi non «siamo» noi, per lo più

  2. Pingback: La fatticità del tempo dell’Esserci. Dramma e condizione di una fede autentica | Viva le Monadi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...