Poesia

Ultimi venuti

Già si staglia nel cielo plumbeo
un raggio di luce acceso.
Comincia il parlare a farsi teso,
perennemente atteso.

Il silente bosco ascolta
il suono del faggio che invecchia.
S’alza dal suolo un sospiro
accompagnato dalle foglie.

E mentre si distrae l’umana prole
pel suono allegro della velocità,
ritorna sovente quel meditar rurale
al cui cospetto ogn’opra par mortale.

Annunci
Standard
Filosofia, Poesia

Commento a Todes-Erfahrung di R.M. Rilke

1

Spiegare il significato di una poesia, quantunque fosse possibile, negherebbe la poesia stessa. Il racconto non è mai all’altezza della visione. Ma la dizione poetica è essa stessa la visione. Eppure, ci siamo dimenticati il reale significato del «vedere». L’osservazione teleologica dell’«ente», oscurando il puro e semplice vedere, «vela» il visto coprendolo di pensieri. Lo copre, cioè, di vane parole. Per non commettere l’errore di chi «commenta» l’ente poetico, limitiamoci a meditare e a sentire la poesia di Rilke nel suo originale tedesco. Allora, ci verrà forse offerta la possibilità non di tra-durre il poetato ma di muoverci insieme ad esso. Non diremo mai: “qui il poeta dice…”, perché il di lui «detto» – der Dichter è il poeta, das Gedicht è il destino poetante, la poesia – è ciò che, propriamente, la poesia dice «già» – non appena la si dica. Continua a leggere

Standard
Filosofia, Poesia

Le dolci lacrime del poetico

L’uomo, se «uomo» nel senso classico può ancora definirsi, ha abbandonato del tutto l’inseguimento amoroso, financo doloroso, verso il poetico. Questo nostro scritto si muove nel poetico, e da esso si produce. Come? Non ha infatti l’uomo abbandonato del tutto «il poetico»? Ha come scavato, inconsapevolmente, una buca sotto il terreno. E’ dalla terra – dal terreno – che il poetico ha da esser riesumato. La sua origine è una lacrima. O spirito, o nulla: Continua a leggere

Standard
Letteratura, Poesia

Il tremore della notte

Il IV degli Inni alla notte di Novalis è un richiamo dell’uomo che fugge il tempo. E’ il richiamo della notte che non sfugge all’uomo, il quale ne è attratto e respinto allo stesso tempo.

Adesso so quando verrà l’ultimo mattino – quando la luce non fugherà più la notte e l’amore – quando il sonno sarà in eterno e un solo inesauribile sogno. Sento in me stanchezza celeste. 1

Continua a leggere

Standard
Letteratura

La scimmia di Palahniuk.

Il destino di uno scrittore è pressoché identico a quello dei suoi colleghi; essere ricordato per un solo libro, indipendentemente dal tipo carriera e dal numero di opere create. Vi sono autori che hanno dato vita a capolavori su capolavori, ma nel momento in cui vengono citati, nella mente di ogni lettore prende forma il titolo di una sola opera. La stessa sorte tocca anche a Chuck Palahniuk, l’autore di Fight Club. E’ stato un riflesso spontaneo, accidentale; non ho potuto fare a meno di citare il romanzo dal quale David Fincher ha basato uno dei suoi capolavori. Una pellicola che vede come protagonisti Edward Norton e Brad Pitt, inserita nella decima posizione dei film più belli della storia del cinema. Continua a leggere

Standard
Letteratura, Teologia

Il cristianesimo così com’è, di C. S. Lewis

Sto cercando, qui, di impedire che qualcuno pronunci la frase davvero sciocca che spesso si sente ripetere su di Lui: “Sono pronto ad accettare Gesù come un grande maestro morale, ma non accetto la Sua affermazione di essere Dio”. Questa è proprio la cosa che non bisogna dire. Un uomo che fosse soltanto un uomo e dicesse le cose che diceva Gesù non sarebbe un grande maestro morale. Sarebbe un pazzo […] oppure il diavolo in persona. Dobbiamo fare la nostra scelta. 1

Chi conosce Lewis (1898 – 1963) non può stupirsi di fronte ad una affermazione del genere. Un’affermazione come questa, a dire il vero, potrebbe risultare addirittura blasfema, ma solo ad una lettura superficiale. Continua a leggere

Standard