Storia

Rivalutare Lutero alla luce del cattolicesimo

Lutero non ebbe, nel 1517, una Chiesa che lo appoggiava. Non ebbe l’una, Santa, cattolica e apostolica alla sua destra. Ma da questo fatto, non deve nascerne necessariamente uno scontro teologico – che tutt’oggi separa, in alcuni casi a ragione. Se quel monaco agostiniano, così ardente e risolutivo nell’opera che si era prefissato di compiere, non ebbe dunque la fortuna – o il caso – di dialogare proficuamente con quella Chiesa di cui pure faceva parte, non fu, crediamo noi, per sue sole colpe. Continua a leggere

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Storia

La guerra dei Cent’anni

La Francia, potente e vincente nel XIII secolo, all’inizio del XIV non esercita più quel vigore e quella maestosità che le erano appartenute da Filippo Augusto a Filippo il Bello. L’Inghilterra, la cui storia nazionale, fin dalle origini, è stretta in un patto di sangue con il territorio da cui ricavò il primo grande sovrano, ovvero la Francia (e in particolare la Normandia), è pronta ad un conflitto in cui lo straordinario impiego di forze – e di vite – non renderà onore ad una «calamità formidabile e sterile»1. Il Pirenne insiste su questo punto: il casus belli della guerra dei cento anni è poco credibile. Si deve parlare di «guerra di prestigio». Tra le due, era forse la Francia ad avere un motivo per attaccare l’Inghilterra. Certamente, non il contrario. Carlo IV, Re di Francia dal 1322 al 1328, lasciava al suo erede Filippo VI una situazione di calma e tranquillità, sia all’interno del regno che all’esterno di esso. Edoardo III, Re d’Inghilterra, viveva una situazione differente. Nel 1328, anno dell’ascesa al trono di Filippo VI, perdeva il diritto di vassallaggio sulla Scozia di Roberto Bruce, trovandosi costretto ad ammetterne l’indipendenza del paese. Nel 1331, tuttavia, la situazione sembrava riparata, quando la rivolta di Edoardo Baliol contro David Bruce (erede al trono scozzese) aveva riportato il regno nelle mani di Edoardo, che appoggiandolo aveva riportato una vittoria nel 1333. David Bruce, fuggendo, si rifugia in Francia, proprio da Filippo VI. La corona inglese non sente di poter passare sopra ad un simile affronto. E’ guerra. Una guerra, quella dell’Inghilterra, che è una guerra di tutta la Nazione.

Edoardo III, Re d’Inghilterra.

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Storia

La riforma cluniacense

La fine dell’Impero carolingio (da datarsi, con tutte le problematiche del caso, intorno all’843 con il Trattato di Verdun) segna l’involuzione, e il regresso socio-istituzionale, dell’organizzazione ecclesiastica. Il suo comportamento, e all’interno e all’esterno, subisce una flessione sotto il segno della corruzione vescovile e sacerdotale da un lato, dall’altro sotto la perdita di potere (e visibilità diremmo oggi mediatica) del papa. Come era stato possibile perdere quello splendore – che tornerà più forte di prima nel corso del XII e XIII secolo – che tutto aveva riflesso il lavoro faticoso, incessante, e sublime, della Chiesa cattolica sotto l’egida di Carlo Magno?

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Urbano II, papa della prima Crociata, si era formato all’abbazia di Cluny

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Storia, Teologia

L’Ordine di Malta

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il simbolo dell’Ordine: una croce a otto punte, tante quante le beatitudini evangeliche.

La nascita dell’Ordine di San Giovanni è datata 1048 d. C. Da quel momento in poi, la sua storia è stata travagliata, intensa, unica. Alcune delle sue battaglie sono rimaste nella memoria dei grandi storici, e non potrebbe essere altrimenti. Continua a leggere

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Storia, Teologia

Quando la Chiesa salvò l’occidente

L’impero romano è morto, ma la chiesa cattolica salverà la sua cultura dal disastro imponendola ai popoli d’occidente. 1

 

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Storia

Quando Cesare strinse la mano a Pietro

Nel 380 d. C., Teodosio, primo grande imperatore cristiano, proclamò il cristianesimo religione ufficiale di stato, dando il via ad un rapporto, di complessa lettura in esame storico, tra Chiesa e Stato. L’episodio di Tessalonica, del 390, a questo proposito, è calzante.

L’episodio ebbe la sua origine dall’uccisione di un ufficiale romano, reo – e per questo soggetto all’ira della folla – di aver ucciso, a sua volta, un idolo sportivo della città, proprio nel periodo in cui si dovevano tenere i giochi ufficiali della città (l’odierna Salonicco). Venendo a sapere dell’episodio, Teodosio diede il comando estremo al proprio esercito: massacrare la folla.

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