Filosofia

Il mistero della morte dell’Esserci

Sarebbe interessante e senz’altro produttivo poter leggere l’intera opera Essere e Tempo alla luce del paragrafo 47, ma né il tempo né le conoscenze ci consentono (per ora) di affrontare un simile lavoro. L’indicazione1 della rilevanza filosofica di tale paragrafo da parte del prof. Bancalari, a tale proposito, è risultata essere un importante stimolo per la stesura di un nostro commento, seppur breve, riguardo ad una lettura “cristiana” del paragrafo stesso. L’interpretazione, che ci affrettiamo a definire come provvisoria e parziale, segue le seguenti linee guida: da un lato Heidegger afferma la possibilità di una ricerca sulla totalità dell’essere dell’Esserci attraverso la morte degli altri; da un altro, tuttavia, l’autore si rende conto di come una tale ricerca, anziché avvicinarci all’essenza della totalità dell’essere dell’Esserci ci allontani piuttosto da essa. Ora, qual è la tesi che ci proponiamo di portare avanti? Secondo la nostra lettura, Heidegger pone l’essere dell’Esserci di fronte alla morte come perduto nel nulla – sia a livello fenomenologico sia, ad un livello più quotidiano, su di un piano esistentivo (la morte ci pone innanzi l’abisso dell’esistenza). Continua a leggere

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Storia

Rivalutare Lutero alla luce del cattolicesimo

Lutero non ebbe, nel 1517, una Chiesa che lo appoggiava. Non ebbe l’una, Santa, cattolica e apostolica alla sua destra. Ma da questo fatto, non deve nascerne necessariamente uno scontro teologico – che tutt’oggi separa, in alcuni casi a ragione. Se quel monaco agostiniano, così ardente e risolutivo nell’opera che si era prefissato di compiere, non ebbe dunque la fortuna – o il caso – di dialogare proficuamente con quella Chiesa di cui pure faceva parte, non fu, crediamo noi, per sue sole colpe. Continua a leggere

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