Filosofia

La sepoltura dell’ἀλήθεια sotto le rovine romane della certitudo

Una questione che potrebbe essere superficialmente ridotta a «questione terminologica» assume nel Parmenide di Heidegger un’urgenza tanto impellente da riguardare, al contrario, la «storia “mondiale” europea dell’età moderna» [1]. Com’è ovvio, il paragrafo che qui vi presentiamo non ha (né può avere) la pretesa di essere esauriente. Quello che faremo sarà percorrere i passaggi logici attraverso i quali, con una sicurezza che potrebbe destare scalpore, Heidegger arriva ad affermare, infine: «la veritas romana è diventata la “giustizia” della volontà di potenza» [2], con chiaro riferimento a Friedrich Nietzsche, «con il cui pensiero la metafisica occidentale raggiunge il suo culmine» [3]. Continua a leggere

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Storia

La riforma cluniacense

La fine dell’Impero carolingio (da datarsi, con tutte le problematiche del caso, intorno all’843 con il Trattato di Verdun) segna l’involuzione, e il regresso socio-istituzionale, dell’organizzazione ecclesiastica. Il suo comportamento, e all’interno e all’esterno, subisce una flessione sotto il segno della corruzione vescovile e sacerdotale da un lato, dall’altro sotto la perdita di potere (e visibilità diremmo oggi mediatica) del papa. Come era stato possibile perdere quello splendore – che tornerà più forte di prima nel corso del XII e XIII secolo – che tutto aveva riflesso il lavoro faticoso, incessante, e sublime, della Chiesa cattolica sotto l’egida di Carlo Magno?

CLUNY3

Urbano II, papa della prima Crociata, si era formato all’abbazia di Cluny

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