Filosofia

La posizione dell’uomo nel cosmo

Nella “Prefazione alla prima edizione” dell’opera, Max Scheler pone fin da subito le basi della sua ricerca, sintetizzandole nel vasto problema relativo alla domanda: Che cosa è l’uomo? Bisogna tener presente che nello stesso periodo in cui l’autore scrive (la Prefazione di cui sopra risale all’Aprile del 1928), è già apparsa sulla scena filosofica mondiale l’opera più importante, probabilmente, dell’intero Novecento: Essere e Tempo, di Martin Heidegger, non a caso allievo, come Scheler, di Edmund Husserl, fenomenologo dalla cui scuola uscirono figure come quelle di Dilthey (a più riprese citato da Scheler), Edith Stein e Conrad-Martius, solo per citare i più celebri. Scrive Heidegger (§ 9 di Essere e Tempo):

«L’ente che ci siamo proposti di esaminare è il medesimo che noi stessi sempre siamo.»

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Filosofia, Scienza

Implosione tecnologica

Fino a che punto siamo disposti ad accelerare il processo evolutivo? Un interessante studio nel numero di Aprile di National Geographic Italia riporta alcuni possibili scenari riguardanti l’uomo e il destino della sua specie. Charles Darwin, parlando della selezione naturale, era su questo punto abbastanza chiaro; l’uomo non può fare soltanto di testa propria. La natura, rispetto alla sua specie, sta ad un livello superiore. Come l’arte (il prodotto artistico) non potrà mai realmente idealizzare la natura da cui trae il proprio sostentamento, così l’uomo non potrà mai superare il limite impostogli dalla Madre1, modificandone le classi costitutive. Questo discorso, come è evidente, vale per ogni ambito di studio: dalla biologia, alla bioetica, alla stessa filosofia e scienza generalmente intesa. Continua a leggere

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