Storia

La riforma cluniacense

La fine dell’Impero carolingio (da datarsi, con tutte le problematiche del caso, intorno all’843 con il Trattato di Verdun) segna l’involuzione, e il regresso socio-istituzionale, dell’organizzazione ecclesiastica. Il suo comportamento, e all’interno e all’esterno, subisce una flessione sotto il segno della corruzione vescovile e sacerdotale da un lato, dall’altro sotto la perdita di potere (e visibilità diremmo oggi mediatica) del papa. Come era stato possibile perdere quello splendore – che tornerà più forte di prima nel corso del XII e XIII secolo – che tutto aveva riflesso il lavoro faticoso, incessante, e sublime, della Chiesa cattolica sotto l’egida di Carlo Magno?

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Urbano II, papa della prima Crociata, si era formato all’abbazia di Cluny

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Storia, Teologia

Quando la Chiesa salvò l’occidente

L’impero romano è morto, ma la chiesa cattolica salverà la sua cultura dal disastro imponendola ai popoli d’occidente. 1

 

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Storia

Quando Cesare strinse la mano a Pietro

Nel 380 d. C., Teodosio, primo grande imperatore cristiano, proclamò il cristianesimo religione ufficiale di stato, dando il via ad un rapporto, di complessa lettura in esame storico, tra Chiesa e Stato. L’episodio di Tessalonica, del 390, a questo proposito, è calzante.

L’episodio ebbe la sua origine dall’uccisione di un ufficiale romano, reo – e per questo soggetto all’ira della folla – di aver ucciso, a sua volta, un idolo sportivo della città, proprio nel periodo in cui si dovevano tenere i giochi ufficiali della città (l’odierna Salonicco). Venendo a sapere dell’episodio, Teodosio diede il comando estremo al proprio esercito: massacrare la folla.

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Filosofia, Teologia

La Chiesa è il simbolo della storia

Se la storia vuole darsi come unità (provvista di senso), fuori della Chiesa (e vedremo perché essa si dà solo come Cattolica) non si può uscire. Le Chiavi di San Pietro tengono attorcigliati a sé, in tutto e per tutto, i destini dell’Umanità. Non (solo) per ragioni di fede, quanto piuttosto per ragioni storiche e storico-filosofiche. Tra gli illustri interpreti di questa visione, non si parlerà in questo luogo né di Hegel, né di Schleiermacher (di cui pure, in parte, ci siamo già occupati), quanto di Schelling. La soluzione al (suo) problema dell’identità (tra soggetto e oggetto, tra finito e infinito) si dà nei termini “visibili”, e “invisibili” al tempo stesso, della Chiesa Cattolica. Continua a leggere

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Letteratura, Teologia

Il genio di Thomas Merton

Questo libro non l’ho scelto io. Il merito va al mio migliore amico, che è anche direttore, con me, de Le Monadi. Sfogliando in libreria qualche titolo che non fosse un classico seducente, ma impolverato, né i titoli (del momento) in primo piano, tanto rapidamente celebri quanto spesso poco attraenti, si è imbattuto in quello che si è scoperto essere “proprio il Libro giusto”. Continua a leggere

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