Filosofia, Teologia

Ogni linguaggio è storico, ma non quello della fede

DIO È MORTO
§ 4. Ogni linguaggio è storico,
ma non quello della fede

L’impresa che ci siamo proposti di portare avanti si è rivelata abissale non per difficoltà d’esposizione ma di comprensione dell’abisso stesso. La chiave è senz’altro il linguaggio, inteso qui non come «sistema di segni» ma ancor prima come fluire dell’Essere (non «casa1»). Perché non «sistema» né «casa»? Nel primo caso, il linguaggio della fede – l’unico che ci interessi in questo paragrafo – verrebbe ridotto a schematismo trascendentale. Ovvero, se la fede fosse esplicabile, in quanto linguaggio, con un «sistema di segni», si dovrebbe risalire all’origine di tali segni e alla condizione di possibilità (e pensabilità) di questi stessi segni. Vogliamo affermare, solennemente, che la fede non è un linguaggio ma è anzi, nella fede, che avviene qualcosa come il dare forma al linguaggio stesso della fede. Di modo che è questa ad «informare» il linguaggio e non questo, in quanto «sistema», a permettere le possibilità della fede stessa. Continua a leggere

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Filosofia, Teologia

Il tempo scandito in Cristo

Esso [l’essere dell’io] è, come essere «attuale» – ossia come essere presente e reale, puntuale: un «ora» tra un «non più» e un «non ancora». Ma per il fatto di separarsi in essere e non essere, nel suo aspetto di scorrimento, svela anche l’idea dell’essere puro, che non ha nulla in sé di non essere, in cui non c’è nessun «non più» e «non ancora» e che non è temporale, ma eterno1.

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E. Stein, 1891-1942.

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Filosofia, Teologia

Morte del soggetto e dramma in Cristo

In un senso squisitamente estetico, seguendo l’etimologia del termine (dal greco “αἰσϑησις”), la croce rappresenta il nulla drammatico al quale non si può rimanere del tutto indifferenti. Colui che si fa chiamare “il Figlio dell’uomo” e viene nella “pienezza dei tempi”, il Rex Iudeorum Gesù Cristo è, essenzialmente – e primariamente -, nel luogo ostile e sanguinoso della croce. Continua a leggere

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Filosofia, Teologia

Vita eterna, di John Wisdom.

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John Wisdom (1904-1993)

In un breve saggio del 1969, il filosofo e allievo di Ludwig Wittgenstein, John Wisdom, analizza una tematica il cui titolo porta alla luce l’estrema difficoltà: Vita eterna. Nel libro curato in Italia da Quodlibet, che questo articolo tiene sotto gli occhi come riferimento testuale, e intitolato La logica di Dio, e altri saggi sulla religione, Wisdom analizza le domande più comuni, e forse proprio per questo meno chiare di altre, sulle quali tanto lo scettico quanto il credente sbattono la testa almeno una volta nella loro vita. Continua a leggere

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Letteratura, Teologia

Il cristianesimo così com’è, di C. S. Lewis

Sto cercando, qui, di impedire che qualcuno pronunci la frase davvero sciocca che spesso si sente ripetere su di Lui: “Sono pronto ad accettare Gesù come un grande maestro morale, ma non accetto la Sua affermazione di essere Dio”. Questa è proprio la cosa che non bisogna dire. Un uomo che fosse soltanto un uomo e dicesse le cose che diceva Gesù non sarebbe un grande maestro morale. Sarebbe un pazzo […] oppure il diavolo in persona. Dobbiamo fare la nostra scelta. 1

Chi conosce Lewis (1898 – 1963) non può stupirsi di fronte ad una affermazione del genere. Un’affermazione come questa, a dire il vero, potrebbe risultare addirittura blasfema, ma solo ad una lettura superficiale. Continua a leggere

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Filosofia, Teologia

La Chiesa è il simbolo della storia

Se la storia vuole darsi come unità (provvista di senso), fuori della Chiesa (e vedremo perché essa si dà solo come Cattolica) non si può uscire. Le Chiavi di San Pietro tengono attorcigliati a sé, in tutto e per tutto, i destini dell’Umanità. Non (solo) per ragioni di fede, quanto piuttosto per ragioni storiche e storico-filosofiche. Tra gli illustri interpreti di questa visione, non si parlerà in questo luogo né di Hegel, né di Schleiermacher (di cui pure, in parte, ci siamo già occupati), quanto di Schelling. La soluzione al (suo) problema dell’identità (tra soggetto e oggetto, tra finito e infinito) si dà nei termini “visibili”, e “invisibili” al tempo stesso, della Chiesa Cattolica. Continua a leggere

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