Filosofia, Letteratura, Teologia

Guardini. Tra teologia e letteratura

Il teologo italo-tedesco Romano Guardini (Verona 1885 – Monaco di Baviera 1968) inizia la sua docenza a Berlino nel 1923. Si sposterà poi a Tubinga, dove insegnerà dal 1945 al 1948, e infine a Monaco di Baviera, dove terrà i suoi ultimi corsi dal 1948 al 1962.

Nell’iniziare il proprio insegnamento, lo aiutò l’illustre Max Scheler, filosofo, secondo la testimonianza che lo stesso Guardini ci fornisce: «Vorrei citare dunque con gratitudine il nome dell’unico, che mi ha detto qualcosa di veramente indicativo per il mio orientamento: Max Scheler. In una conversazione gravida di conseguenze egli mi disse: “Lei dovrebbe fare ciò che dice il termine Weltanschauung, ossia considerare il mondo, le cose, l’uomo, le opere, ma fare tutto ciò come un cristiano cosciente delle sue responsabilità, dicendo ciò che vede in termini scientifici”. Ed io mi ricordo ancora che egli mi specificò: “Esamini per esempio i romanzi di Dostoevskij e prenda posizione su di essi dal Suo punto di vista cristiano; metterà in luce così da una parte l’opera considerata, dall’altra il punto stesso di partenza”»[1]. Continua a leggere

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Filosofia, Poesia

Le dolci lacrime del poetico

L’uomo, se «uomo» nel senso classico può ancora definirsi, ha abbandonato del tutto l’inseguimento amoroso, financo doloroso, verso il poetico. Questo nostro scritto si muove nel poetico, e da esso si produce. Come? Non ha infatti l’uomo abbandonato del tutto «il poetico»? Ha come scavato, inconsapevolmente, una buca sotto il terreno. E’ dalla terra – dal terreno – che il poetico ha da esser riesumato. La sua origine è una lacrima. O spirito, o nulla: Continua a leggere

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