Storia, Teologia

L’Ordine di Malta

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il simbolo dell’Ordine: una croce a otto punte, tante quante le beatitudini evangeliche.

La nascita dell’Ordine di San Giovanni è datata 1048 d. C. Da quel momento in poi, la sua storia è stata travagliata, intensa, unica. Alcune delle sue battaglie sono rimaste nella memoria dei grandi storici, e non potrebbe essere altrimenti. Continua a leggere

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Filosofia, Teologia

La critica filosofica di al-Ghazālī

Al-Ghazālī (1058-1111) anticipa alcuni temi tipici della filosofia occidentale medievale, in particolare quelli di Tommaso d’Aquino. Se però per l’aquinate la separazione di fede e ragione è puramente teorica, con l’obiettivo di separare i due campi di conoscenza per poi unirli nuovamente nella scienza divina, per il filosofo arabo – c’è già qui, noterete, una contraddizione in termini – l’attacco alla filosofia (e indirettamente alla ragione) è volto a giustificare il valore più alto – e quindi necessario – che spetta alla fede. Continua a leggere

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Storia, Teologia

Quando la Chiesa salvò l’occidente

L’impero romano è morto, ma la chiesa cattolica salverà la sua cultura dal disastro imponendola ai popoli d’occidente. 1

 

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Teologia

Ruzbehan, mistico orientale

Il secolo XII fu, per molti aspetti, il secolo della mistica. Non solo in Occidente, o più in generale nel vasto universo cristiano, ma anche – e soprattutto – in Oriente, la mistica si diffuse tanto rapidamente quanto eccellentemente. Uno dei maggiori esponenti di questo movimento – il termine è di comodità, ma non preciso fino in fondo – fu Ruzbehan-e Baqli (Fars, 1128 – Siraz 1209). Tra gli innumerevoli testi di questo autore, uno principalmente spicca per eleganza poetica e ardore mistico: il Gelsomino dei fedeli d’amore. Continua a leggere

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Filosofia, Teologia

Essere davvero in Dio: Meister Eckhart

Se ora uno mi chiedesse cosa dunque è un uomo povero che niente vuole, risponderei così: finché l’uomo ha questo in sé, che è suo volere voler compiere la dolcissima volontà di Dio, un tale uomo non ha la povertà di cui vogliamo parlare; infatti egli ha ancora un volere, con cui vuol soddisfare la volontà di Dio, e questa non è la vera povertà. Se l’uomo deve avere vera povertà, deve essere così vuoto della propria volontà creata come lo era quando non esisteva. Perciò io vi dico nella verità eterna: finché avete la volontà di compiere il volere di Dio, e avete il desiderio dell’eternità e di Dio, voi non siete davvero poveri. Infatti è un vero povero soltanto colui che niente vuole e niente desidera. Quando ero nella mia causa prima, non avevo alcun Dio, e là ero causa di me stesso. Nulla volevo, nulla desideravo, perché ero un puro essere, che conosceva se stesso nella gioia della verità. Continua a leggere

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