Filosofia, Teologia

Ogni linguaggio è storico, ma non quello della fede

L’impresa che ci siamo proposti di portare avanti si è rivelata abissale non per difficoltà d’esposizione ma di comprensione dell’abisso stesso. La chiave è senz’altro il linguaggio, inteso qui non come «sistema di segni» ma ancor prima come fluire dell’Essere (non «casa1»). Perché non «sistema» né «casa»? Nel primo caso, il linguaggio della fede – l’unico che ci interessi in questo paragrafo – verrebbe ridotto a schematismo trascendentale. Ovvero, se la fede fosse esplicabile, in quanto linguaggio, con un «sistema di segni», si dovrebbe risalire all’origine di tali segni e alla condizione di possibilità (e pensabilità) di questi stessi segni. Vogliamo affermare, solennemente, che la fede non è un linguaggio ma è anzi, nella fede, che avviene qualcosa come il dare forma al linguaggio stesso della fede. Di modo che è questa ad «informare» il linguaggio e non questo, in quanto «sistema», a permettere le possibilità della fede stessa. Continua a leggere

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Filosofia

Quel borghese onesto e ordinato di Kant

Abbiamo lasciato per qualche tempo che questa Nostra rivista riposasse dalle (troppe e vane) parole cui la filosofia non va mai sottraendosi. Perché se è vero che il linguaggio è la casa dell’Essere, è altrettanto vero che questo stesso linguaggio spesso e volentieri intrappola l’elaborazione libera, spontanea, poetica (perché no), del pensiero puro, come pensiero pensato e come pensiero istintivo. Torniamo con una nuova rubrica, che cercheremo di tenere in continua esplorazione. “La Lente“, indagine filosofica sul confronto del pensiero tra due autori. Il nostro viaggio, oggi, prende le mosse da un testo che sta occupando il tempo di questa stessa Nostra rivista; Il crepuscolo dei filosofi, a cura di Giovanni Papini, intellettuale di spessore internazionale, ancora troppo poco amato nella terra che ne vide i natali, la Nostra terra, l’Italia. Il suo linguaggio sferzante, polemico, lucido e tagliente ha tolto alla sua fama una fetta della torta che è andata ad altri “intellettuali“, forse più scientifici (scientistici…), metodici, ordinati, ma certamente meno geniali e visionari rispetto al nostro odierno eroe. Soprattutto, meno scomodi.

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La bella edizione del libro edita da Circolo Proudhon; edizione di nostro riferimento.

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Filosofia

La teoria estetica di Adorno. L’arte e la vita

E’ una riflessione, quella sull’arte, che coinvolge l’estetica come materia ampia, di ambito non solo artistico ma filosofico prima di tutto, sulla quale Theodor Adorno ha impegnato buona parte della sua elaborazione scritta. Al centro del dibattito, che cercheremo qui di riassumere, sta la questione spinosa del rapporto tra l’arte e la vita. Di come, soprattutto, l’arte si sia (nel Novecento) progressivamente allontanata dal mondo, pur parlando del mondo stesso. Continua a leggere

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Filosofia

Il nostro mondo esiste nel linguaggio

E’ questo un punto non facile da dover analizzare. L’abitudine che fin dai primi anni di vita ci porta a compiere determinate azioni, ad agire in base alle nostre esperienze, a reagire agli impulsi interni ed esterni, pur differentemente l’uno dall’altro; tutto questo è il linguaggio. Il linguaggio è linguaggio dei segni, è manifestazione delle nostre sensazioni, è gestualità. E la sua sorgente è così fortemente derivata da tutto quel che abbiamo intorno a noi, da rendere ogni nostra esperienza linguaggio. In questo senso, anche, il linguaggio è onnipervasivo. Ogni epoca storica ha il suo linguaggio. Continua a leggere

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