Filosofia

La necessità di un ritorno alla questione dell’Esserci. Contro la filosofia dell’animalità

Lo scopo di questo paragrafo non è immediatamente costruttivo, ma primariamente distruttivo. Attraverso la critica di un certo modo di pensare, si vuole aprire il campo ad un’indagine ben più articolata, che sarà compito e missione di questo libro portare alla luce nelle sue linee fondamentali. Non è intenzione di questo paragrafo entrare nel dettaglio delle singole «posizioni» prese dalla filosofia occidentale rispetto al dibattito sull’animale e l’animalità. Sarà sufficiente un resoconto formale delle suddette posizioni, in quanto ciò in cui esse mancano costantemente è ciò che esse stesse non possono mai vedere, cieche come sono nella loro insensata battaglia. La questione dell’animalità, per come viene a strutturarsi – o a de-strutturarsi – da Derrida in poi, è molto complessa, ampia nella sua letteratura primaria come in quella secondaria. Per l’intento polemico di questo paragrafo, si chiede al lettore di seguire il fondamento del discorso e del pensiero sull’animalità per come viene a configurarsi in Derrida. I seguaci di questo filosofo, per il poco che mi è parso di leggere1, hanno sostanzialmente implementato un pensiero che, pur nel suo interesse globale, mi pare partire da un fondamento, quel fondamento, che qui si vuole criticare. Continua a leggere

Standard
Teologia

Ruzbehan, mistico orientale

Il secolo XII fu, per molti aspetti, il secolo della mistica. Non solo in Occidente, o più in generale nel vasto universo cristiano, ma anche – e soprattutto – in Oriente, la mistica si diffuse tanto rapidamente quanto eccellentemente. Uno dei maggiori esponenti di questo movimento – il termine è di comodità, ma non preciso fino in fondo – fu Ruzbehan-e Baqli (Fars, 1128 – Siraz 1209). Tra gli innumerevoli testi di questo autore, uno principalmente spicca per eleganza poetica e ardore mistico: il Gelsomino dei fedeli d’amore. Continua a leggere

Standard