Poesia

Obscurandum, I

Le prime due stanze di Obscurandum mettono in luce due aspetti: il primo, questo balzo felino della penna che dal nòcciolo del suo melmoso inchiostro tenta di fuoriuscire al vento per capire quanto la sua curiosità possa in realtà determinare la qualità di un momento, di un attimo che va carpito proprio nel suo punto più eclettico e disinvolto. Il secondo aspetto è molto più torbido e meno evidente; questa voglia di inabissarsi per poter comprendere la profondità dell’incertezza, che spesso determina una scelta certa o meglio, un futuro scritto con la carbonella sul palmo della mano.

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Letteratura, Poesia

Il tremore della notte

Il IV degli Inni alla notte di Novalis è un richiamo dell’uomo che fugge il tempo. E’ il richiamo della notte che non sfugge all’uomo, il quale ne è attratto e respinto allo stesso tempo.

Adesso so quando verrà l’ultimo mattino – quando la luce non fugherà più la notte e l’amore – quando il sonno sarà in eterno e un solo inesauribile sogno. Sento in me stanchezza celeste. 1

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Letteratura, Teologia

Omero e la Bibbia

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Konstantin Flavitsky, Children of Jacob sell his brother Joseph, 1855.

 

E’ tanto difficile ricostruire le tappe che portano Chateaubriand a dare il primato del sublime al Cristianesimo, per la letteratura di ogni epoca, che abbiamo scelto appositamente un passo dal suo “Genio“, pag. 627 e sgg. dell’ed. Bompiani (nella collana “Il pensiero occidentale”). Nella seconda parte della sua monumentale opera, Chateaubriand sottolinea l’importanza poetica, oltre che contenutistica, cui seguono la maggior parte delle opere derivanti dal Cristianesimo. In primis, quelle poetiche, da Dante a Milton, passando per il Tasso e Racine, del cui genio il filosofo francese riempie le pagine. Continua a leggere
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