Filosofia

La necessità di un ritorno alla questione dell’Esserci. Contro la filosofia dell’animalità.

DIO È MORTO
§ 7. La necessità di un ritorno alla questione dell’Esserci.
Contro la filosofia dell’animalità.

Lo scopo di questo paragrafo non è immediatamente costruttivo, ma primariamente distruttivo. Attraverso la critica di un certo modo di pensare, si vuole aprire il campo ad un’indagine ben più articolata, che sarà compito e missione di questo libro portare alla luce nelle sue linee fondamentali. Non è intenzione di questo paragrafo entrare nel dettaglio delle singole «posizioni» prese dalla filosofia occidentale rispetto al dibattito sull’animale e l’animalità. Sarà sufficiente un resoconto formale delle suddette posizioni, in quanto ciò in cui esse mancano costantemente è ciò che esse stesse non possono mai vedere, cieche come sono nella loro insensata battaglia. La questione dell’animalità, per come viene a strutturarsi – o a de-strutturarsi – da Derrida in poi, è molto complessa, ampia nella sua letteratura primaria come in quella secondaria. Per l’intento polemico di questo paragrafo, si chiede al lettore di seguire il fondamento del discorso e del pensiero sull’animalità per come viene a configurarsi in Derrida. I seguaci di questo filosofo, per il poco che mi è parso di leggere1, hanno sostanzialmente implementato un pensiero che, pur nel suo interesse globale, mi pare partire da un fondamento, quel fondamento, che qui si vuole criticare. Continua a leggere

Annunci
Standard
Filosofia, Storia

Machiavelli cattolico

Per la complessità del fenomeno “Machiavelli cristiano”, ancor più che per la complessità del “Machiavelli cattolico”1, potrebbe non bastare un intero libro. Rispetto, infatti, a tutta la produzione machiavelliana2, l’Esortazione alla penitenza, databile intorno al 1526-15273, rappresenta un unicum rispetto al quale è difficile confrontarsi se non con le dovute cautele. In ogni caso, per quanto riguarda la nostra breve ma confidiamo interessante analisi, uno scritto come quello dell’Esortazione getta (o potrebbe gettare) una nuova luce sul significato profondo dell’ultimissimo Machiavelli. Continua a leggere

Standard
Storia, Teologia

Intesa abramitica

È possibile un dialogo inter-religioso tra islam, cristianesimo ed ebraismo? A ben guardare, le ragioni storiche che hanno determinato la frattura e lo sconvolgimento della celebre Striscia di Gaza, oltre che alle millenarie lotte tra Oriente islamico ed Occidente cristiano, fecero derivare la loro causa da questioni politiche, aggravate semmai da questioni religiose. Sulle Crociate e sul primo dominio arabo, successivo alla morte di Maometto nel 632 d. C., non si vogliono qui discutere le motivazioni religiose che la sensibilità dell’epoca avvertiva sinceramente. Non si può negare, tuttavia, che fu proprio quell’intenso fervore a mietere tante vittime. Continua a leggere

Standard
Storia

Destra e sinistra, la distinzione politica sopravvive

Destra e sinistra, concetti politici morti e sepolti o ancora validi in un periodo orfano dell’ideologia e dei partiti tradizionali, e spettatore della nascita di nuovi movimenti definiti populisti, che significano tutto e niente? Ci sono ancora differenze dopo il fallimento del socialismo reale e l’egemonia incontrastata del capitalismo? E se ci sono, quali sono?

Risultati immagini per destra e sinistra politica fumetto Continua a leggere

Standard
Storia

Perché l’Europa settentrionale è più ricca dell’Europa meridionale?

 

Un acronimo coniato da alcuni giornali britannici definisce l’Europa meridionale “PIGS”, che in inglese significa “maiali” e che sta per Portogallo, Italia, Grecia e Spagna. Tralasciando che sia un’espressione offensiva e razzista, essa fa riferimento ai paesi dell’Europa meridionale con una debole economia nazionale e un alto tasso di disoccupazione. Notiamo subito una caratteristica comune a questi quattro paesi: sono storicamente nazioni cattoliche, a differenza dei paesi dell’Europa settentrionale. E’ un caso? Continua a leggere

Standard
Storia

I conti con la storia: il dibattito sul revisionismo

L’onesto uso della memoria è un efficace antidoto all’imbarbarimento. Soprattutto se applicato alla storia. Ricostruisce i fatti del passato per capire la società, lo Stato e la civiltà nella quale si vive. Invece, un disonesto uso della memoria consegue l’effetto opposto. Anteporre un proprio interesse politico-ideologico dinanzi a un racconto imparziale dei fatti concreti, non solo è condannabile moralmente, ma anche intrinsecamente controproducente. Sono proprio i fantasmi del passato che dobbiamo rievocare per comprendere la storia. Senza isterie o psicosi collettive. Continua a leggere

Standard