Teologia

Chi osa chiamare Dio a giudizio?

«Se tu cercherai Dio
e implorerai l’Onnipotente,
se puro e integro tu sarai,
allora egli veglierà su di te1». Continua a leggere

Annunci
Standard
Teologia

L’aut-aut della teologia luterana

Quando Lutero scrive il De servo arbitrio sono passati quattro anni dalla Dieta di Worms (1521), termine ultimo e definitivo del rapporto tra il teologo di Eisleben e la Chiesa Cattolica. La rottura è diventata insanabile. Per la complessità delle vicende storiche, politiche e religiose, questo testo (questa nostra recensione) si limiterà all’analisi teologica dello scritto luterano in sé e per sé, cercando di delinearne la divergenza di pensiero rispetto a quello erasmiano (dunque cattolico)1. Continua a leggere

Standard
Teologia

La disperazione di Giobbe

Inizia a questo punto dell’opera (Giobbe 3,3) una serie di discorsi, e dialoghi, tra il nostro e i suoi amici. Giobbe, che saldo era rimasto nella fede, si lascia ad un monologo disperato, intriso di lacrime, pieno di sconforto, e dal tono fortemente pessimistico (che ricorda, ma con una forza di immagini ancora maggiore, tutto il Qoèlet).

«Si oscurino le stelle della sua alba,
aspetti la luce e non venga
né veda le palpebre l’aurora,
poiché non mi chiuse il varco del grembo materno,
e non nascose l’affanno degli occhi miei!1»

Continua a leggere

Standard
Filosofia

La posizione dell’uomo nel cosmo

Nella “Prefazione alla prima edizione” dell’opera, Max Scheler pone fin da subito le basi della sua ricerca, sintetizzandole nel vasto problema relativo alla domanda: Che cosa è l’uomo? Bisogna tener presente che nello stesso periodo in cui l’autore scrive (la Prefazione di cui sopra risale all’Aprile del 1928), è già apparsa sulla scena filosofica mondiale l’opera più importante, probabilmente, dell’intero Novecento: Essere e Tempo, di Martin Heidegger, non a caso allievo, come Scheler, di Edmund Husserl, fenomenologo dalla cui scuola uscirono figure come quelle di Dilthey (a più riprese citato da Scheler), Edith Stein e Conrad-Martius, solo per citare i più celebri. Scrive Heidegger (§ 9 di Essere e Tempo):

«L’ente che ci siamo proposti di esaminare è il medesimo che noi stessi sempre siamo.»

Continua a leggere

Standard
Storia, Teologia

Intesa abramitica

È possibile un dialogo inter-religioso tra islam, cristianesimo ed ebraismo? A ben guardare, le ragioni storiche che hanno determinato la frattura e lo sconvolgimento della celebre Striscia di Gaza, oltre che alle millenarie lotte tra Oriente islamico ed Occidente cristiano, fecero derivare la loro causa da questioni politiche, aggravate semmai da questioni religiose. Sulle Crociate e sul primo dominio arabo, successivo alla morte di Maometto nel 632 d. C., non si vogliono qui discutere le motivazioni religiose che la sensibilità dell’epoca avvertiva sinceramente. Non si può negare, tuttavia, che fu proprio quell’intenso fervore a mietere tante vittime. Continua a leggere

Standard
Filosofia, Teologia

Nella dissoluzione, la soluzione di Schleiermacher

“Uber die Religion”, 1799

 

La filosofia della religione, come disciplina, ha un’evoluzione molto complessa, tanto che qui non ci sembra né il luogo né il momento di riassumerne le tappe fondamentali. Ciò su cui oggi getteremo lo sguardo è invece la filosofia di Schleiermacher (1768-1834), in seno a quel dibattito sulla religione assoluta (e sulla sua ipotetica pensabilità) che teneva tanto occupate le menti e le fatiche filosofiche degli idealisti tedeschi (anche, se vogliamo, dei romantici). Continua a leggere

Standard
Filosofia, Teologia

Muoversi da credenti nell’ambiente filosofico moderno

La domanda che più spesso mi viene posta da chi non frequenta l’ambiente filosofico come disciplina a sé stante (come studio Universitario, nella fattispecie) è la seguente: “Cristiano e filosofo: bizzarro. Ma come fai?”. E la domanda è, in tempi moderni, quanto mai azzeccata. In effetti, entrando in Città Universitaria, come nella sede di Villa Mirafiori (a Roma), ci si sente quasi padri della Chiesa, o martiri, confrontandosi con le vedute della maggior parte dei “filosofi” (o meglio, studiosi di filosofia). Questo impatto e questa tacita guerra quotidiana mi ha rinforzato non solo da un punto di vista “scientifico”, di ricerca personale e di serietà negli studi, ma anche da un punto di vista (questo fatto già più consequenziale) di fede. Il mio essere credente, in breve, è visto come qualcosa di contraddittorio, e poco conciliante, con la professione che (mi auguro) svolgerò fino al termine della mia vita, quella del filosofo.

Sant’Agostino (354-430), era un convinto sostenitore dell’accordo tra fede e ragione, tra filosofia e religione.

Continua a leggere

Standard