Filosofia, Teologia

La fatticità del tempo dell’Esserci. Dramma e condizione di una fede autentica

DIO È MORTO
§ 6. La fatticità del tempo dell’Esserci.
Dramma e condizione di una fede autentica.

La teologia deve rimanere al sicuro da ogni sua deriva filosofica. Se la teologia si fonde ad una qualche filosofia come studio dell’essere, è già fuori dal suo obiettivo primario, che è quello di parlare, in quanto discorso (λόγος) e non principio (Λόγος), di Dio. Non, però, oggettivando questo discorso. Quando scriviamo di Dio, l’assunzione implicita riguarda il «noi» del discorso di Dio. Quando scriviamo, qualora scrivessimo, di Dio, scriviamo in realtà della fede (che «noi» coviamo) di Dio. Continua a leggere

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Teologia

Giobbe eroe della fede

Questo nostro commento al libro di Giobbe, dall’Antico Testamento, non vuole cadere in semplici osservazioni, né essere, tuttavia, oggetto di una teologia rigorosa, e per così dire scientifica. Lo scopo di un tale commento, ad un così difficile testo sapienziale, vien da sé, ed è a sé nascosto; fare esperienza del Testo Sacro, in tutte le sue forme. L’idea di un commento a Giobbe, primo, ci auguriamo, di una lunga serie di Commenti ai testi biblici, ci è pervenuta dall’ascolto stesso della parola di Dio. Come quando, senza conoscere il sapore del miele, ad un primo assaggio ci si rivela il gusto del dolce oro degli dei, allo stesso modo, leggendo e rileggendo la parola del Signore ci si rivela il Signore stesso. Al di là del bene e del male. Continua a leggere

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Filosofia

La posizione dell’uomo nel cosmo

Nella “Prefazione alla prima edizione” dell’opera, Max Scheler pone fin da subito le basi della sua ricerca, sintetizzandole nel vasto problema relativo alla domanda: Che cosa è l’uomo? Bisogna tener presente che nello stesso periodo in cui l’autore scrive (la Prefazione di cui sopra risale all’Aprile del 1928), è già apparsa sulla scena filosofica mondiale l’opera più importante, probabilmente, dell’intero Novecento: Essere e Tempo, di Martin Heidegger, non a caso allievo, come Scheler, di Edmund Husserl, fenomenologo dalla cui scuola uscirono figure come quelle di Dilthey (a più riprese citato da Scheler), Edith Stein e Conrad-Martius, solo per citare i più celebri. Scrive Heidegger (§ 9 di Essere e Tempo):

«L’ente che ci siamo proposti di esaminare è il medesimo che noi stessi sempre siamo.»

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Filosofia, Storia

Machiavelli cattolico

Per la complessità del fenomeno “Machiavelli cristiano”, ancor più che per la complessità del “Machiavelli cattolico”1, potrebbe non bastare un intero libro. Rispetto, infatti, a tutta la produzione machiavelliana2, l’Esortazione alla penitenza, databile intorno al 1526-15273, rappresenta un unicum rispetto al quale è difficile confrontarsi se non con le dovute cautele. In ogni caso, per quanto riguarda la nostra breve ma confidiamo interessante analisi, uno scritto come quello dell’Esortazione getta (o potrebbe gettare) una nuova luce sul significato profondo dell’ultimissimo Machiavelli. Continua a leggere

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Filosofia

Quel borghese onesto e ordinato di Kant

Abbiamo lasciato per qualche tempo che questa Nostra rivista riposasse dalle (troppe e vane) parole cui la filosofia non va mai sottraendosi. Perché se è vero che il linguaggio è la casa dell’Essere, è altrettanto vero che questo stesso linguaggio spesso e volentieri intrappola l’elaborazione libera, spontanea, poetica (perché no), del pensiero puro, come pensiero pensato e come pensiero istintivo. Torniamo con una nuova rubrica, che cercheremo di tenere in continua esplorazione. “La Lente“, indagine filosofica sul confronto del pensiero tra due autori. Il nostro viaggio, oggi, prende le mosse da un testo che sta occupando il tempo di questa stessa Nostra rivista; Il crepuscolo dei filosofi, a cura di Giovanni Papini, intellettuale di spessore internazionale, ancora troppo poco amato nella terra che ne vide i natali, la Nostra terra, l’Italia. Il suo linguaggio sferzante, polemico, lucido e tagliente ha tolto alla sua fama una fetta della torta che è andata ad altri “intellettuali“, forse più scientifici (scientistici…), metodici, ordinati, ma certamente meno geniali e visionari rispetto al nostro odierno eroe. Soprattutto, meno scomodi.

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La bella edizione del libro edita da Circolo Proudhon; edizione di nostro riferimento.

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Filosofia, Teologia

Il tempo scandito in Cristo

Esso [l’essere dell’io] è, come essere «attuale» – ossia come essere presente e reale, puntuale: un «ora» tra un «non più» e un «non ancora». Ma per il fatto di separarsi in essere e non essere, nel suo aspetto di scorrimento, svela anche l’idea dell’essere puro, che non ha nulla in sé di non essere, in cui non c’è nessun «non più» e «non ancora» e che non è temporale, ma eterno1.

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E. Stein, 1891-1942.

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Filosofia, Teologia

Morte del soggetto e dramma in Cristo

In un senso squisitamente estetico, seguendo l’etimologia del termine (dal greco “αἰσϑησις”), la croce rappresenta il nulla drammatico al quale non si può rimanere del tutto indifferenti. Colui che si fa chiamare “il Figlio dell’uomo” e viene nella “pienezza dei tempi”, il Rex Iudeorum Gesù Cristo è, essenzialmente – e primariamente -, nel luogo ostile e sanguinoso della croce. Continua a leggere

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