Filosofia, Teologia

Superare l’«ora»

L’esistenza umana è di volta in volta in attesa. Il tempo che è «ora» definisce questa esistenza, ma anziché fissarla e rassicurarla la getta nella disperazione. L’essere dell’uomo, qualora si possa davvero parlare di «essere», è perpetuamente fissato tra il proprio linguaggio – col quale comprende di «essere» (qui come verbo) – e la propria carne. Anche la «scoperta» di una spiritualità propria dell’essere uomo si lega sempre e indissolubilmente ad una mancanza della carne. Mancanza per cui, peraltro, possiamo davvero parlar-ci come animali «spirituali». E’ questa la ragione principale per la quale quel che tradizionalmente viene definito come peccato originale trova nell’uomo, io credo, un dogma incontestabile. Continua a leggere

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Filosofia

L’importanza di tornare all’uomo

Questo ente privilegiato, l’ens, quod natum est convenire cum omni ente, è l’anima. Il primato dell’«esserci» su ogni altro ente, che qui emerge senza tuttavia essere ontologicamente chiarito, non ha evidentemente nulla in comune con una cattiva soggettivazione del tutto dell’ente.1

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